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CAMILLO PICCINELLI: LA VITA

Camillo Luigi Carlo Piccinelli nasce a Milano il 7 febbraio 1877 da Elisabetta Garavaglia e Aristide Piccinelli. Frequenta nella città natale il regio Liceo Parini, per poi laurearsi in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Pavia il 12 luglio 1901. Risulta iscritto tra i medici dell’Ospedale Maggiore di Milano come praticante per il tirocinio medico-chirurgico dall’11 settembre 1901 al 31 gennaio 1904. In questo periodo lavora anche come supplente medico ostetrico presso il Comune di Somma Lombardo.

A Lonate Pozzolo inizia a lavorare il 19 febbraio 1904 come medico interino in condotta vacante. Il 26 maggio viene nominato medico condotto provvisorio, ruolo ufficializzato il 27 novembre 1904 mediante pubblico concorso e con voto unanime del consiglio comunale. Riveste tale incarico fino al 15 marzo 1946, quando viene dispensato per limite d’età, ma dal giorno successivo fino al 31 agosto 1948 continua a lavorare come medico interino. La data definitiva di cessazione del servizio è il 31 dicembre 1949.

Il dottore di tutti

Come medico condotto il dottor Piccinelli curava indiscriminatamente tutti gli abitanti (5.000-6.000 persone) residenti nel territorio comunale di Lonate, che all’epoca comprendeva capoluogo e frazioni, cascine campestri e valle del Ticino. Piccinelli andava a visitare a domicilio, a piedi o in bicicletta, anche se non chiamato, anche più volte al giorno nei casi più gravi.

È questa passione e abnegazione nel curare i malati che ha fatto sì che, anche a distanza di venticinque anni dalla sua morte, i cittadini di Lonate lo ricordino con affetto quando intervistati per un articolo pubblicato poi sul periodico parrocchiale La Nona Campana (dicembre 1986). Considerato uomo colto e appassionato della sua professione, imparziale, umile, attento ai più bisognosi, conosceva e chiamava tutti per nome. L’unico suo difetto era la vista deficitaria, per la quale si racconta un aneddoto divertente: «una volta nell’andarsene dall’abitazione di una sua paziente, scambiò il suo cappello (Piccinelli portava sempre guanti bianchi e cappello) con quello piumato della donna, appeso accanto. Da allora quando lo si vedeva arrivare per la strada si diceva: “È arrivato l’ambasciatore con la piuma sul cappello”».

L’amore per Ada e Diana

Uomo molto religioso, Il dottor Piccinelli perde la fede quando sua figlia Diana muore prima di compiere il nono anno d’età, il 15 maggio 1919 (forse ultima vittima dell’epidemia spagnola a Lonate). Pochi anni dopo, il 28 aprile 1921, la moglie Ada Barocchini, fiorentina di nascita, si spegne all’età di 42 anni. È proprio per onorare la loro memoria che Piccinelli decide di nominare erede universale del suo patrimonio l’Ospedale Maggiore di Milano.

Sapendo che per tradizione l’Ospedale Maggiore realizza un ritratto per ogni suo Benefattore, Camillo chiede che siano ritratte nel quadro sua moglie e sua figlia. La pittrice Luisa Premuda nel 1962 esaudisce il suo desiderio, realizzando un ritratto di grande dolcezza, conservato dal 30 maggio 1963 nelle Collezioni ospedaliere del Policlinico.

[…] Ricordo qui le loro care bellissime sembianze: la piccola era bionda (biondo oro) con occhi di cielo e un colorito bianco roseo così perfetto che mandava veramente luce, smagliante. Nel ritratto veste di crespo di China bianco avorio a minute roselline e porta un giubbettino di seta blu scuro come il fiocco che ha nei capelli. È accostata alla madre pure essa bellissima ma di capelli castani scuri e occhi grigi e verdi. Essa pure veste di blu, di lana con cappello di paglia pure blu con piume bianche.

Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico, Sezione amm., testatori (b. 153, fasc. 1), Altre istruzioni per il mio esecutore testamentario, 25 gennaio 1954

Gli ultimi anni

Nel 1958 Camillo perde anche il fratello Pierantonio. Vive gli ultimi anni della sua vita nella sua casa a Lonate in via Repossi (oggi via Piccinelli), con il fidato domestico Carlo Fava, cui in eredità lascia una quota di pensione.

Il dottor Piccinelli si spegne a Lonate il 5 dicembre 1961. Come onere in cambio dei ricavati dalla vendita della sua abitazione l’Ospedale Maggiore si impegna a portare a termine la costruzione della cappella funeraria Piccinelli nel cimitero di Lonate, dove negli ultimi anni il dottore aveva fatto traslare le spoglie di Ada e Diana.

Progettata trent’anni prima dall’architetto Zacchi della Venerabile Fabbrica del Duomo, su indicazione stessa del Piccinelli la cappella viene semplificata nelle forme per contenere i costi.